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Anonimo - Delli gradi del foco (Ms. Vat, Reg. lat. 1278, da G. Carbonelli, Sulle fonti storiche della chimica e dell'alchimia in Italia, Serono, Roma 1925 )

Pagina on-line dal 05/05/2012.

Ms. Vat, Reg. lat. 1278, trascritto in G. Carbonelli, Sulle fonti storiche della chimica e dell'alchimia in Italia, Serono, Roma 1925 (ristampato in anastatica nel 2003 dalla casa editrice La Finestra http://www.la-finestra.com/, con l'aggiunta uno scritto di Massimo Marra). La trascrizione si trova alla pgg. 94-96 del testo di Carbonelli.

DELLI GRADI DEL FOCO

Molti diversamente trattano del foco, ma la maggior parte vuole che il foco habia humidità e siccità continua e permanente nel suo grado chiaro pur aereo, et che si possa accrescere e sminuire, quali tutte le qualità convengono al foco di lucerna o di lampada. Et in questo foco sta il secreto.
Se sollecitarai il foco che la solutione si facci avanti al debito tempo, perirà l'opera: ma se andarai trattenendo, l'opera diverrà più perfetta, et se sarrà troppo debole impedisce la perfettione del opera.
Et il foco temperato e dolce nudrisce e conserva, ma il troppo distrugge et il freddo estingue.
Il primo grado sarà quando si possa tener la mano senza lesione sopra le ceneri, o il cappello del vaso et con questo grado si fa la putrefazione in 40 giorni: ma uno che fece l'esperienza compì la putrefazione in 87 giorni overo in 100: nota che questo primo grado alcuni lo dividono in tre gradi, sicché al principio sia più lento et poi a poco a poco ridurlo a detto primo grado.
Se bene in detta materia putrefatta non apparisse quella negrezza, non importa, se bene apparisce quella pelle di negrezza, et però l'elementi sono già congionti....
Il tempo della dissolutione è di 40 giorni al meno o al più con 50: et se la dissolutione si farà avanti alli 40 giorni, l'opera non si stima che venga a perfettione, et se passarà li 50 giorni, avanti che si faccia, è inditio che il foco è troppo leggiero che non possa putrefare la materia et incorporare il fermento col mercurio.
Dunque disponi il foco talmente che la solutione si faccia nel debito tempo, il che avverrà se ti servirai del grado del foco e romperai la materia nel seguente modo. Alla materia posta nel forno sottoponi una lucerna io lampada con un solo stoppino sottile: Serra la porticella che non vi entri aere se non per li bussi del becco, e continua questo grado di foco 40 giorni sin che la solutione sia fatta, che ti sarrà noto per la negrezza detta Capo di Corvo.
Ma se tu vedrai la materia rosseggiare et in superficie rossa, o rufa è inditio che operi in vano.
Perché è necessario che la materia sia nera che la vedrai doppo li 40 giorni se operi bene, et la detta negrezza durerà per altri giorni 40; nel qual tempo non accrescerai quel primo grado di foco ma continuerai con l'istesso grado sin che la materia si faccia bianca.
Durante il primo grado di foco la materia si putrefa, e si solve che i filosofi in due capi divisero, mentre dicono ponete la materia in putrefattione, e poi dissolvete, et ciò per coprire l'arte et occultare la scientia, perché queste due cose corruptione et dissolutione si fanno in un istesso tempo con un solo vaso perché la materia mentre si putrefa si riduce in prima materia.
Avanti si parta la negrezza passano altri giorni 40, et dopo che hai posta la materia nel forno non si move mai dal vaso né il foco si interrompe, altramente l'anima vegetabile, et la materia perirebbe, et il calor naturale si estingueria che saria impossibile revificarla: così il parto della donna se lo cavassi imperfetto, et poi lo volessi riporre nel ventre non potria vivere.
Però dissero li filosofi: abluete, purgate, dealbate latonem, cioè continuate tal grado di foco fino che la materia sia bianca.
Il color bianco comincia al fine del 3 mese in circa. Et allora cominciarai ad accrescere il foco nel 2 grado, et porrai un altro stopino, et con questo grado repeterai l'opera tre altri mesi, et così si forma la congelatione et la dissolutione, et quello che prima fu spirito assumerà il corpo, ma nei tre seguenti mesi si farà la consolidatione, et aggregatione inseparabile di due materie di diversa quantità et de li quattro elementi.
Il secondo grado deve essere piacevole alquanto più gagliardo del primo che toccando il forno sia quanto possi sostener la mano e non più. In questo secondo grado la materia imbianca, ma non è dealbatione vera, perché non è ferma né fissa et qui si perfettiona et compisce con il secondo grado di foco in cento giorni. Alcuni vogliono che finiti detti cento giorni si debba continuare il detto grado secondo del foco acciò la materia comincia a fluire et a fondersi, et durerà questa bullitione 70 giorni, et allora la materia comincia a fare certi lapilli come giacina, et si debba continuare il foco del secondo grado sino a che appariscono i lapilli, et allora si adoperi il foco del terzo grado che è di carbone....
Doppo ti servirai del terzo grado di foco con tre stoppini quando vedrai la materia bianca, et seguirai per tre mesi, ne quali si farrà bianca come neve, et arderà tutta la sua humidità, et si fissarrà et sosterrà tutti gli esamini di vero argento, et però quella prima solverai ne l'acqua de filosofi et di novo la cocerai: questo terzo grado si continua per cento giorni nel qual tempo i lapilli si incenereranno, et se in detto tempo non si incenerassero si debba continuare detto terzo grado sino che la materia sia incinerata, et allora si imbiancherà, et sarà bianco permanente, et in detti cento giorni deve farsi in colore di perle.
Et se si accrescerà il foco un altro grado che sarà il quarto, et si continui per altri tre mesi si farà una materia come carbonio.
Il calore del quarto grado è di carboni che operando nella materia untuosa minerale mostra tutti i colori che sono tra il bianco e il rosso, e finalmente desseccata ogni humidità finisce in rosso.
Ma questo non basti ancorché siano passati nove mesi, ma si dovrà accrescere il quarto grado di foco di carboni cioè di legna secca, et si dovrà continuare per tre mesi per tre gradi osservando un grado per ogni mese molto vehemente, nel secondo più vehemente, nel terzo vehementissimo, et così finito l'anno haverai la materia fissa universale rossa come carboncio.
Se farrai l'esperienze con metterne un poco sopra una lamina infocata, se mentre si liquefa farà fumo è segno che non è fissa, si che di novo si deve rimettere al foco finché liquefatta sopra una lamina infocata fluisca senza fumo, allora sarà perfetta alla multiplicazione in quantità e virtù.
Che se il foco del ultimo grado con la vehementia alterasse la materia di modo che si liquefasse sopra la lamina infocata, allora si deve conciliarli l'ingresso nel modo che segue: Ceratione. Piglia quella materia, et riducila sopra il marmo in polvere impalpabile, imbevendo con la acqua filosofica et fanne amalgama con mercurio, dipoi dissecca con foco di lucerna gradato accrescendolo secondo che vedrai il bisogno, et al ultimo l'accrescerai con foco di carboni.
Di nuovo riduci in polvere la materia et di novo imbevi et coci, et questo rinnova tante volte finché sopra lamina di rame infocata fluisca come cera senza fumo et la tinga in profondo, allora haverai il lapis filosofico di tanta forza che una parte va sopra 40 di luna et la muta in oro.
Il foco di quarto grado è di carboni a legna e fiamma, et si fa in 40, o 50 giorni, et il bianco compito si fonde et si dice acqua permanente.
Alcuni dichiarano i quattro gradi di foco in questo modo: 1 foco di bagno, 2 foco di cenere, 3 foco di carboni, 4 foco di fiamma. Ciascun grado ha i suoi punti quando due, et quando tre. Perché il foco a poco a poco per i suoi punti si deve crescere o calare. Et si deve considerare il calore lento del sole come a poco a poco cala. Il primo punto del primo grado si dice febbrile o di fimo, il secondo di bagno, semplicemente. Il primo punto del secondo grado è il semplice calore di ceneri, il secondo d'arena. Il terzo grado di foco non ha punti determinanti ma si distinguono secondo che sono più intensi o più, rimessi, ma il più rimesso è sempre nel principio.


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