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III - Sermone sacro di Mercurio

Pagina on-Line dal 07/04/2012

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Dio gloria di tutti, divino, natura divina. Dio principio di tutte le cose: Dio Mente, Natura, Atto, Materia, Sapienza a dimostrazione di tutti; Principio, Divinità Natura e atto, Necessità, Fine e Rinovazione, imperò che egli era l'ombra infinita nell'abisso, e ancora l'acqua e il sottile Spirito intellettuale, per divina potenzia erano in Caos. Ma lo splendore santo fiorio, il quale di sotto la rena cavò fuori de la umida natura gli elementi, e tutti gli Dii amavano la seminale natura. Et conciò sia che tutte le cose in prima non fussino distinte né ordinate, dipoi le cose lievi salirono ne la eccelsa regione, e le gravi si rimasono sotto l'umida rena, imperò che distinte e agguagliate le cose erano condotte e guidate dallo Spirito di Fuoco. Il cielo risplendette in sette cerchi, li Dii si vedevano nelle forme de' Pianeti con i loro segni, et le stelle furono annoverate secondo il numero di quelli Dii che in quelle habitano. Il circuito più ampio, guidato dal divino Spirito, s'accordò col cerchio aereo. Ciascuno delli dii, per intrinseca virtù, adempié l'opera a lui assegnata. Nacquono adunque i viventi di quattro pié e serpenti, e ancora i pesci e li uccelli; ogni semenza ancora, per li semi crescendo, gramigna, erba e germini da fiori, ritenevano dentro la loro semenza per la regenerazione; le generazioni delli huomini, per cognizione delle opere divine e per testimonianza della natura, e per signoreggiare a tutte le cose che sono sotto il Cielo, per considerazione de' beni, per accrescimento della generazione e per la multiplicazione del numero; et ogni anima velata dal corpo carnale, per ragguardare disopra il discorso dei celestiali dii, per fare progresso nelle opere di Dio e della natura, per dare segni di bene e per cognizione della divina possanza. Et ben che sia certa parte non chiara da dare giudizio de' beni e de' mali e per trovare il vario artifizio de' beni, non dimeno in quelli comincia il vivere e l'acquistare sapienzia per participazione e per sorte del corso delli Dii che intorno si girano, e, oltre a questo, per risolversi in quello nel quale resteranno in terra ampli ricordamenti e dottrine degli artificii abbandonati ne' Nomi de' tempi per la corruzzione e generazione della animata carne. Ma corrotte le semenze de' frutti e l'opere fatte per natura e per arte, finalmente le cose vecchie ringioveniranno per necessità e renovazione degli Dii, e per il corso del cerchio della numerosa natura. Imperò che divina cosa è cioè essa concordanza in tutto il mondo, rifiorendo di nuovo la natura. Imperò che ancora la Natura è stata insieme in essa Divinità.

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